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Con una lingua ricercata e snob, Thackeray affronta la figura sempiterna del mitologico «eroe» moderno: Napoleone Bonaparte. Ma da un lato inconsueto: partendo dal suo dissotterramento a Sant'Elena. Traduzione e curatela di Dario Agazzi, con un commentario in forma di note al testo su elementi, tipi e figure del tempo napoleonico citati dall'Autore.
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| indice del volume |
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| l'autore |
Queste brevi notizie sull'autore sono tratte dalla cronologia, interna al libro, curata da Dario Agazzi. Thackeray M. William, nasce il 18 luglio 1811 ad Alipur, sobborgo di Calcutta. Il padre s’avviava come da tradizione di famiglia a far fortuna al servizio dell’East India Company, ma muore quando il bambino ha 4 anni, lasciando comunque un cospicuo patrimonio. La madre si risposa, tornano in Inghilterra e si stabiliscono ad Addiscombe, poi a Ottery St. Mary. William Thackeray studia nel collegio di Charterhouse. Immatricolato al Trinity College, Cambridge, collabora al giornale universitario Snob con versi e disegni caricaturali.1829: vacanze estive a Parigi ove studia il francese e il tedesco. 1830: è a Colonia e Weimar, qui entra in contatto per alcuni mesi con Goethe e sviluppa un’ammirazione per Schiller.1831: dopo aver pensato a una carriera diplomatica, s’iscrive al Middle Temple per intraprendere studi legali, ai quali preferisce però la società d’artisti e letterati. 1832: entrato in possesso dell’ingente patrimonio paterno, acquisisce la proprietà d’un giornale letterario, il National Standard and Journal of Literature cui collabora personalmente con lettere da Parigi. 1834: cessano le sfortunate pubblicazioni del giornale Thackeray finisce per perdere, dopo nemmeno due anni, quasi tutto il patrimonio ereditato. 1836: pubblica la prima opera, Flore et Zéphyr con disegni satirici litografati. Diviene corrispondente parigino del Constitutional, giornale ultraliberale che il suo patrigno ha contribuito a fondare. Sentendosi sicuro per lo stipendio che riceve, sposa Isabella Getkin Creagh Shawe. Ma la testata fallisce dopo sei mesi e decide di sobbarcarsi i debiti contratti dal patrigno in tale disgraziato investimento. Riuscirà a ottemperarvi solo anni dopo grazie al successo popolare de La fiera della vanità. Le sue prime opere (The Yellowplush Papers e Schizzi di Parigi) non ottengono infatti successo commerciale. 1841: pubblica Il secondo funerale di Napoleone in tre lettere a Miss Smith, Londra sotto lo pseudonimo di Michael Angelo Titmarsh. 1844: pubblica il romanzo Le memorie di Berry Lindon, composto in reazione alla raffigurazione romantica dei delinquenti che continuava sulla scia di Byron. Celebre la trasposizione cinematografica dell’opera realizzata nel 1975 da Stanley Kubrik. 1848: Col titolo "Il libro degli snob" escono i bozzetti apparsi sul Punch. Esce "La fiera delle vanità", Thackeray era noto al pubblico come giornalista, ma non ancora come romanziere, poiché i pochi romanzi che aveva pubblicati erano passati inosservati. “La Fiera delle vanità" fu pubblicata, come allora s’usava, a dispense che non ebbero nessuna fortuna, tanto che l’editore voleva interrompere la pubblicazione. Se non che avvenne che una rivista molto accreditata si occupò del romanzo in una favorevolissima recensione in cui si affermava che il libro di Thackeray era destinato all’immortalità. Improvvisamente si ebbe il miracolo, e il romanzo divenne di moda. Il successo del libro lo porta a ridurre la collaborazione al Punch. scrive altri romanzi (fra questi: I Newcome, La Storia di Enrico Esmond, I virginiani) che gli danno prosperità. 1849: la sua salute è gravemente compromessa da un supposto attacco di febbre tifoide. 1852-1853 e 1855-1856: sull’esempio dickensiano, intraprende cicli di conferenze in Inghilterra e in America che aumentano la sua floridezza economica, così da poter lasciare una dote alle figlie, le quali (per ironia della sorte) sono ammiratrici del suo rivale letterario Charles Dickens. 1853: si reca a Roma ove è colto da un attacco di terzana che rende ancor più precaria la sua salute. 1863: ansie e sregolatezze nel cibo onde combattere il senso d’una penosa solitudine (alleviata per un certo tempo dall’amicizia amorosa di Mrs. Jane Octavia Brookfield) lo conducono a morte precoce, avvenuta a Londra nella notte fra il 23 e il 24 dicembre per un colpo apoplettico all’età di 52 anni. |