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Roberto Silvi La memoria e l'oblio Con una presentazione di Fred Vargas e un contributo su Albert Camus di Raffaele Russo 160 pagine, 10 euro |
La Memoria e l'oblio di Roberto Silvi è un breve romanzo autobiografico che descrive scenari di trent'anni fa, che come un album di famiglia destano forse una naturale nostalgia in chi ha direttamente vissuto quell'epoca, ma sono un documento prezioso per coloro ai quali le situazioni descritte appaiono nella novità della scoperta. Ma il cuore di questa eredità è forse costituito dall'omaggio ad Albert Camus, Shakespeare e il ciabattino, in cui Silvi riflette sul saggio L'uomo in rivolta dell'autore francese giungendo a propendere per una continua incessante rivolta invece che una rivoluzione che stabilisca una volta per tutte un nuovo ordine definitivo. Viene da chiedersi se questa rivolta di cui parlano Silvi e Camus non sia infin dei conti la vita stessa. |
Le poesie di Fila Floriano Rubiano El volcan bajo los pies / Il vulcano sotto i piedi 2009, 9 euro ![]() Ostalgie 2008, 10 euro ![]() |
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Maurizio Pincetti Nervi Del '68... e di altre bagattelle Contributo alla comprensione del passato che sta per accogliere i giovani di domani 124 pagine, 9 euro |
Una lettura del '68 proposta attraverso la sua contestualizzazione e la ricerca di qualità e limiti, entro i quali si sono mossi tanti giovani, la maggioranza urbana di una generazione, che hanno creato e vissuto quel tentativo di insubordinazione e la scoperta di modalità comportamentali e relazionali, che continueranno a segnare non poche pieghe delle società contemporanee. L'autore offre la sua verità di quell'esperienza e tenta di rivivere il tempo, coltivando la reminiscenza delle emozioni di quei giorni, filtrate attraverso uno sguardo razionale e un disincanto, frutto di una crescita personale innescata in quel modo e in quei giorni. È evidente l'estraneità al protagonismo e alle interpretazioni degli opposti schieramenti: lontano dai partigiani strenui di immagini-ricordo, a cui trovare una posizione meno negletta, nella rappresentazione dello scenario storico disegnata dal progresso, e lontano dai denigratori professionisti, sempre impegnati a demonizzare ogni forma espressiva di quel contesto, nel disperato tentativo di non doverne mai più fare i conti. Questo scritto, originale e in fuga dagli stereotipi, ricorda come il '68 non rappresenti il tempo e lo spazio di un anno, ma quello di una generazione, e come il '68 italiano sia stato altro da quel che si era annunciato, per la concomitanza di percorsi e di interessi sovrani, totalmente estranei alle speranze e ai desideri di gran parte di coloro che avevano sentito ed espresso il proprio anelito di liberazione. Il determinismo, che emerge nel processo analitico, si riconferma nelle valenze prognostiche delle conclusioni e offre, a coloro che si affacciano alla scoperta della propria consapevolezza, alcune chiavi di lettura, per facilitare l'interpretazione del futuro che sta per dischiudersi, agevolandoli nel cautelarsi, attraverso la memoria, dalle insidie e dagli errori già affrontati in quella stagione. Gli errori sono indispensabili per conoscere, ma la conoscenza serve anche a non ripeterli. |
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i Fogli di ORISS n. 29-30 |
Cesare Bermani La Volante Rossa |
Gaspare De Caro, Roberto De Caro Storia senza memoria |
Loris Tonino Paroli a cura di Giovanna Panigadi e Romano Giuffrida Andate e ritorni |
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